“Donne argentine in fondo al mare”

Sabato 6 Aprile ore 21,00

In collaborazione con il Centro Donna L.I.S.A.
Patrocinato da Amnesty International

Donne Argentine in fondo al mare Di Daniel Fermani, con Giovanna Berardinelli, Laura Sales e Sara Sebastiani. Musiche di Andrea Bilotti.

“Quello che eravamo ormai non siamo. Donne fummo. Ora rami secchi. La’ in un paese dove il sole non tramonta avevo la mia casa Guardare potevo da ogni finestra che infinito l’orizzonte prometteva giorni e giorni di luce per me”

Lo spettacolo scritto dall’autore italo-argentino Daniel Fermani, e rappresentato in Italia da più di quattro anni, è un testo al femminile.
Tre donne gettate dagli aerei in corsa durante la dittatura argentina sono ormai parte del fondale dei fiumi… Legate, quasi prive della propria corporeità, un tempo parte essenziale della loro vita, sono diventate solo pensiero, ricordo… Le donne-sirena raccontano la loro vita in quei giorni atroci della dittatura argentina; raccontano del loro corpo, delle violenze subite, dei balli con i soldati, dei vestiti indossati, delle percosse, del parto, del rapimento dei loro bambini, della musica che evoca il tempo passato, della droga. Nulla sfugge ad un autore intenso come Fermani circa l’universo femminile in una situazione difficile e disperata come quella del 1976-82 in Argentina presso l’ESMA.

“Ai paesi ricchi e belli, piccoli, grandi di ambizioni, quelli che ci hanno colonizzato, e poi ci hanno sfruttato, e poi ci hanno ammazzato. Ma sono cosí pieni d’opere d’arte Sai quanto mi piacerebbe andare in Vaticano Perché mi hai picchiato? Lo so non devo bere e parlare a sproposito la gente in questo locale elegante se ne potrebbe accorgere Scusa Scusa tanto Credevo fossero tutti complici tuoi I tuoi complici Tutti gli argentini Tacere? Lo faró Lo faró Non piú sul mare luccica l’astro d’argento Argento Argento di sangue arriverá pure alla costa vedrai”

Sono parole che gettano come sassi, che si propagano nell’acqua, narrano della loro perdita d’identità, della loro vita, del corpo violato, dell’umanità distrutta, delle violenze subite, delle cene con i propri torturatori, dei sogni di paesi lontani, delle celle dell’inferno in cui sono state rinchiuse, dei figli che hanno dato alla luce e a cui hanno dovuto rinunciare. Il testo di Daniel Fermani con il suo stile inconfondibile, tagliente e diretto, mai autoconsolatorio dà l’opportunità alle tre attrici di confrontarsi con la storia di sangue di un Paese lontano geograficamente ma vicino nella tradizione: l’Argentina.

Una recitazione che nasce dalle tensioni corporee, che non cade nel lirismo, che non cerca di commuovere ma solo di raccontare attraverso il proprio strumento: il corpo che vibra, la realtà di donne divenute sirene delle acque. Una recitazione cruda, uno spettacolo della durata di 40 minuti con musica dal vivo del chitarrista Andrea Bilotti, nella versione originaria in cui lo spettatore è rapito e trasportato nell’oblio della violenza, della musica e del silenzio di quelle prigioni dove tutto poteva accadere. Dove tutto ancora oggi accade, in altre parti del mondo.

La fine dello spettacolo sarà accompagnato da un piatto di pasta e vino.
Ingresso a sottoscrizione €7 a persona più €1 di tessera.