Concerto dei La Mano sul Fuoco

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La fine dello spettacolo sarà accompagnato dal tradizionale piatto di pasta e vino.
Ingresso a contributo € 7 per i soci. Tessera annua Associativa €1

Musiche originali tra Salento e Africa

Tutti i colori, ma anche Tu crei. Ritrovarsi in pelli di colore diverso a parlare spesso la stessa lingua, imprecisa, svogliata, che cerca la musica, il ritmo per farsi comprendere. Dialetto salentino, wolof, inglese. Danzano su tamburi e strumenti tradizionali, elettrificati a fare cortocircuito fra due tradizioni che la modernità si è preso il gusto di far incontrare. Tukrè.

Tukrè è un progetto di ricerca e di dialogo musicale fra Salento e Centro Africa che porta sulla stessa scena due musicisti africani Meissa Ndiaje dal Senegal e Somie Murigu dal Kenia, da tempo residenti nel Salento e cinque musicisti salentini: Claudio Prima, Morris Pellizzari, Giuseppe Spedicato, Emanuele Coluccia e Marco Puzzello.

Tukrè è il nome di una delle principali etnie dell’Africa centrale nota anche come Toucouleur, contrazione francese che significa “di tutti i colori”. In questo progetto, infatti, la tradizione africana incontra le sonorità occidentali in un repertorio totalmente inedito e i testi, scritti prevalentemente in dialetto salentino, raccontano di una serie di legami possibili fra due culture apparentemente lontane fra loro, ma che molto spesso oggi, per scelta o per necessità, si trovano a convivere. Ritmiche che portano alla trance e suoni tradizionali elettrificati creano un ambiente avvolgente che incita alla danza. Il suono della band è ricercato e originale e contiene il seme di un nuovo tempo musicale, lontano da ogni idea di confine, geografico e di genere.

Line-up:
Meissa Ndiaje Djembè
Somie Murigu
Percussioni
Claudio Prima Organetto e voce
Morris Pellizzari Chitarra, kamalengoni e voce
Giuseppe Spedicato Basso elettrico
Emanuele Coluccia Sax
Marco Puzzello Tromba

I musicisti hanno alle spalle numerosi progetti di contaminazione e condividono lo stesso spirito di ricerca delle possibilità di dialogo fra musiche diverse. Il proposito comune di scrivere nuova musica e nuovi testi che possano esprimere al meglio l’esperienza straordinaria della reciproca conoscenza e del reciproco scambio ha motivato i musicisti ad avventurarsi in questo progetto, sostenuti da la Fabbrica dei Gesti, contenitore multidisciplinare che ne ha favorito l’incontro e all’interno delle cui virulenze interculturali ha iniziato a formarsi.

informazioni prese dal sito: http://www.adriatik.it/tukre/tukre.html

Concerto di Paolo Pallante

Sabato 28 maggio ore 21.00

Pallante PaoloUfficialmente pazzi” è il titolo del nuovo lavoro di  Paolo Pallante Incontreremo le ballate, lo swing, la canzone popolare, il singolo scritto, suonato e arrangiato con Alex Britti, il brano con la meravigliosa incursione chitarristica di Pino Forastiere e in chiusura un lungo brano in assolo, per chitarra, che Pallante usa per uscire in modo essenziale ed evocativo. Si parla di follia (Ufficialmente pazzi), ma anche di lavoro sommerso (King, un nome da re), di “senza tetto” (Andiamo in pace), di povertà, ricchezza e mille sfumature della vita (La Caroppa e Carmelo casalingo), di rapporti famigliari (Fino alle ossa) e anche d’amore (Per sempre) scherzando e ironizzando sulla figura degli uomini molto (troppo) sicuri di sé (Io sono il massimo).   La fine dello spettacolo sarà accompagnato dal tradizionale piatto di pasta e vino. Ingresso a contributo € 7 per i soci. Tessera annua Associativa €1

Per la Rassegna Teatrale “L’uomo dei Finali”

Sabato 7 Maggio ore 21.00

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“…ogni volta che me so messo in testa de racconta’ sta storia, me so’ sempre chiesto come se comincia…” Vincitore del primo premio teatro biblioteche di Roma “L’UOMO DEI FINALI” di Francesco Rizzo, interpretato da Sandro Calabrese è un monologo che cerca di raccontare una storia difficile da iniziare, perché appunto quando la si vuole raccontare non si sa mai da dove cominciare e allora bisogna cercare di dire tutto senza tralasciare nulla, nemmeno una virgola perché tutte le parole sono importanti e meritano di essere pronunciate e ricordate. Ma è difficile trovare anche una fine a questa storia perché spesso c’è una trama, ci sono dei personaggi, ma manca proprio un finale un bel finale “…un finale coi fiocchi, uno de quei finali che fanno mette a piagne tutti, pure li sassi”. E allora c’è bisogno di trovare anche qualcuno che sappia chiuderle queste storie, perché se è difficile dargli un buon inizio è ancora più difficile dare a loro un buon finale

 

La fine dello spettacolo sarà accompagnato dal tradizionale piatto di pasta e vino.
Ingresso a contributo € 7 per i soci. Tessera annua Associativa €1

Concerto Poetico Teatrale SignorNò″

Venerdì 22 aprile ore 21.00

signor-no02 (FILEminimizer)Concerto poetico teatrale tratto dall’omonimo libro ‘SignorNo’ poesie, scritti e testimonianse contro la guerra a cura di Marco Cinque e Phil Rushton, oltre ad essere un libro che raccoglie le voci di chi la guerra l’ha conosciuta in prima persona, quindi povero di retorica, SignorNò è anche un progetto multimediale che si propone nel vivo del tessuto sociale, in particolare negli istituti scolastici. Già presentato in forma di concerto poetico ai festival internazionali di poesia di Genova e Sassari.
Ingresso a contributo € 7 per i soci. Tessera annua Associativa €1

Sabato 16 Aprile

ore 19.00 — Stesi dalla Tesi “Rivaluta la tua tesi di Laurea”

ore 21.00 — Finissage Arte Condivisa “Racconta il Tuo Quartiere” e Spettacolo “Centocelle in 500”

Locandina STESI DALLE TESI aprile 2016 (FILEminimizer)“STESI DALLE TESI” è un innovativo format di intrattenimento itinerante dal vivo incentrato sulla riproposizione e rivalutazione delle tesi di laurea, intese come originale prodotto culturale da far rivivere e divulgare in maniera attraente, coinvolgente e divertente.

Una proposta all’insegna di un’atmosfera molto colloquiale e distesa scambiandoci saperi storie e passioni, per affermare che la cultura è tale soltanto quando viene divulgata e condivisa.

Non si tratta infatti di ridiscutere in modo serio la propria tesi, bensì di presentarla in maniera sintetica a braccio (senza il supporto di slide) e farne oggetto di conversazione con i tutti i presenti per mettere il proprio sapere a conoscenza e disposizione degli altri.

 a seguire ore 21.00:

centocelle_in_500 al CCP“CENTOCELLE IN 500” uno spettacolo ArteKreativa di e con Serena Damiani e Marco Tullio Dentale

Un quartiere di Roma per raccontare la storia di una generazione,  un sogno, una società.
Anni Sessanta e Settanta, colorati e rivoluzionari,  visti dagli occhi di chi a Centocelle voleva gridare tutta la propria voglia di esserci.
Le storie si muovono su una cinquecento senza benzina o lungo il corteo di una manifestazione, a fianco ad un juke box o nell’arena per i film. 

Una narrazione leggera ed ironica per raccontare uno dei periodi più intensi della nostra cultura.

I testi letti sono originali o ispirati al libro “Città di parole” di A. Portelli.

Ogni volta che presentiamo questo spettacolo c’è prima il nostro poi quello … del pubblico, che racconta, ricorda, commenta, chiede, in un vero e proprio scambio generazionale.

Quello che la Storia non Racconta

Sabato 9 aprile ore 21.00

Di Alessandro Parente con Il Giardino della Pietra Fiorita

parente01 (FILEminimizer)ll maestro Alessandro Parente torna sulla linea Gustav per il concerto “Quello che la storia non racconta” l’ensemble di organetti, ruota attorno alle vicende di Coreno Ausonio e di altri piccoli paesi, che, con i loro abitanti, durante la Seconda Guerra mondiale si vennero a trovare esattamente sulla Linea Gustav, la linea difensiva che i tedeschi avevano creato a Cassino per contrastare l’avanzata delle forze alleate. Frammenti diversi di tante piccole storie sconosciute, attraverso un complesso gioco di incastri, si ricompongono in un quadro dal respiro più ampio e generale che narra della guerra e delle sue atrocità. Come nel celebre romanzo di Elsa Morante, La Storia, la scelta di parlare di piccole cose, di quotidianità nella guerra, di esperienze e testimonianze dirette serve a dare voce soprattutto a quelli che in genere la guerra non la vogliono, ma la subiscono o la vivono loro malgrado

 

 

ORGANETTI:
Laerte Scotti (solista);
Giulia Urgera, Maria Del Mar Ragucci, Francesco Berrafato, Natasha Miorelli, Clara Maiolati, Filippo Ruggero, Anna Cisternino, Renato Musante, Axel Joachim;
canto: Valentina Muià;
voce recitante: Anna Cisternino;
percussioni: Antonello Iannotta;
danza e coreografia: Daniela Evangelista

La fine dello spettacolo sarà accompagnato dal tradizionale piatto di pasta e vino.
Ingresso a contributo € 7 per i soci. Tessera annua Associativa €1

FERMIAMO LE TRIVELLE

 L’80 per cento degli italiani ignora che il 17 aprile sarà chiamato a esprimersi con un referendum su un tema di grande importanza ambientale, ricordando ancora una volta la pessima scelta del Governo di non accorpare il referendum alle elezioni amministrative, che ci costerà 300 milioni di euro

 7 buone ragioni per farlo:

1 Il tempo delle fonti fossili è scaduto: in Italia il nostro Governo deve investire da subito su un modello energetico pulito, rinnovabile, distribuito e democratico, già affermato nei Paesi più avanzati del nostro Pianeta.

2 Le ricerche di petrolio e gas mettono a rischio i nostri mari e non danno alcun beneficio durevole al Paese. Tutte le riserve di petrolio presenti nel mare italiano basterebbero a coprire solo 7 settimane di fabbisogno energetico, e quelle di gas appena 6 mesi.

3 L’estrazione di idrocarburi è un’attività inquinante, con un impatto rilevante sull’ambiente e sull’ecosistema marino. Anche le fasi di ricerca che utilizzano la tecnica dell’airgun (esplosioni di aria compressa), hanno effetti devastanti per l’habitat e la fauna marina.

4 In un sistema chiuso come il mar Mediterraneo un eventuale incidente sarebbe disastroso e l’intervento umano pressoché inutile. Lo conferma l’incidente del 2010 avvenuto nel Golfo del Messico alla piattaforma Deepwater Horizon che ha provocato il più grave inquinamento da petrolio mai registrato nelle acque degli Stati Uniti.

5 Trivellare il nostro mare è un affare per i soli petrolieri, che in Italia trovano le condizioni economiche tra le più vantaggiose al mondo. Il “petrolio” degli italiani è ben altro:bellezza,turismo, pesca, produzioni alimentari di qualità, biodiversità, innovazione industriale ed
energie alternative.

6 Oggi l’Italia produce più del 40% della sua energia da fonti rinnovabili, con 60mila
addetti tra diretti e indiretti, e una ricaduta economica di 6 miliardi di euro.

7 Alla Conferenza ONU sul Clima tenutasi a Parigi lo scorso dicembre, l’Italia – insieme con altri 194 paesi – ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, perseguendo con chiarezza e decisione l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili. Fermare le trivelle vuol dire essere coerenti con questo impegno.