Il Centro di Cultura Popolare del Tufello, è un centro sociale e culturale nato nel 1975, (primo spazio sociale liberato a Roma) che svolge nel nostro quartiere, ormai da 40 anni, attività inerenti il campo della politica partecipativa sia nell’ambito strettamente culturale che in quello comunemente definito sociale.

L’ottica dominante ed ispiratrice del nostro impegno socio-culturale è stata sempre quella di offrire la possibilità a qualunque persona di esprimere le proprie potenzialità e capacità espressive, ritenendo da sempre che soltanto attraverso una pratica concreta e quotidiana si possa trovare la via per legittimarsi come protagonisti della propria esistenza e storia.

Un’esistenza che, in un quartiere dormitorio come il Tufello non poteva che essere avara e costellata di rinunce, privazioni e sacrifici. E’ nota la funzione storica del nostro quartiere, costruito in nome dell’assoluta trascuratezza e dimenticanza, e della domanda politico-culturale che da sempre ha espressamente manifestato in quanto quartiere dinamico ed espressamente produttivo di esigenze e bisogni collettivi.

All’inizio degli anni settanta il Tufello si presentava privo di qualsiasi punto di aggregazione tale che, le primissime istanze organizzative, provenienti dai settori operai e giovanili del quartiere, seppure tra mille contraddizioni e difficoltà, sentirono il bisogno di avere degli spazi dove incontrarsi, vedersi, stare insieme, parlare e discutere di politica e di problemi sociali, organizzarsi ed organizzare tutte quelle fasce di popolazione che, nella zona che diventerà in seguito una delle circoscrizioni più popolate di Roma, si esprimevano e si sviluppavano.

Le istituzioni in quell’epoca, come è noto e documentato, erano piuttosto lontane per potersi accorgere di ciò che stava maturando nei giovani del quartiere.

Gli innumerevoli tentativi fatti, di usufruire delle sedi e delle strutture istituzionali , si infrangevano contro la volontà di fondo che essi stessi esprimevano e che voleva essere principalmente autonoma e svincolata da schemi precostituiti, ritenuti ostinatamente validi per qualsiasi occasione e contingenza.

Fu allora che uno dei gruppi che si erano formati, e che già avevano operato con la comunità di Don Gerardo Lutter nel Borghetto di Prato Rotondo, dette vita ad un collettivo di quartiere, prendendo in affitto un locale nello stesso Borghetto, locale che nel giro di due anni non era più in grado di contenere l’affluenza del gruppo e di dare una risposta organizzativa alle attività che nel frattempo si erano messe in piedi in base alla domanda che proveniva dalla popolazione operaia e studentesca dell’intera zona.

Da questa esigenza e necessità, nasce nel 1974/75 l’Associazione Centro di Cultura Popolare del Tufello, occupando dei locali abbandonati e privi di qualsiasi agibilità di Via Capraia, 81. Con un notevole sforzo di manovalanza volontaria dopo alcuni mesi restituisce ai cittadini e alle cittadine una struttura agibile e pronta per dar via a quegli spazi mancanti e richiesti del quartiere.

Fin dal suo nascere, il CCP Tufello ha avuto come obiettivo quello di sviluppare un significativo e partecipato intervento sul territorio del IV Municipio, ed in particolare di dare spazio alle istanze giovanili, proponendo un modo di fare cultura caratterizzato su contenuti di impegno civile, spesso legato alle problematiche sociali vissute nel quartiere e, più in generale, nella città.

L’impegno socioculturale del CCP Tufello è quello di offrire la possibilità a gruppi e persone singole di esprimere le proprie potenzialità e capacità espressive, nella convinzione che attraverso una pratica concreta e quotidiana si possa trovare la via per legittimarsi come protagonisti della propria esistenza e storia. Eravamo e siamo determinati a raccontare noi stessi le nostre storie e mescolarle con quelle degli altri per farne sorgere di nuove, frutto della condivisione, in quest’ottica svolgiamo le attività:

Il popolo fa la storia ma poi sono i padroni che la raccontano (Dario Fo)

La gestione economica si basa principalmente sull’autofinanziamento da parte dei componenti dell’Associazione e sul contributo volontario dei partecipanti alle iniziative proposte. Alcune risorse economiche di finanziamento pubblico sono state legate negli anni a progetti culturali e di lotta alle tossicodipendenze

Tre direttrici, funzionali tra loro, hanno indirizzato e caratterizzato il lavoro:

-la produzione:musica,teatro,cinema,spettacoli multimediali

-la promozione di iniziative politico-culturali

-la collaborazione con altre associazioni per creare un nuovo tessuto di relazioni,.nell’instancabile impegno di un luogo di tanti per tanti .

Affermare che teatro, danza, musica e cinema sono mezzi di comunicazione e chi vuole può usarli per esprimere agli altri i propri problemi e le proprie esperienze;

Dimostrare che per fare teatro, danza, musica e cinema non sono necessari tutti quegli apparati dai quali siamo stati condizionati fino ad ora, scenari grandiosi, costumi costosissimi, attori e musicisti noti, fare cultura tramite questi mezzi diventa una cosa facile, soprattutto quando in scena o sullo schermo si riportano le proprie realtà;

Vivere nel Nostro quartiere in modo diverso riprendendoci quella che è la vera cultura, cioè la cultura popolare, con i mezzi di espressione che il sistema ci ha tolto per rinchiuderci in un ghetto. Noi vogliamo Recitare, Cantare, Ballare, Suonare,Filmare e lotteremo per farlo al Tufello.

Da queste direttrici sono scaturite, in una panoramica più ampia di contatto con altri gruppi, molte iniziative di animazione teatrale. Il CCP negli anni ha proposto, anche presso la propria sede, rassegne teatrali, ha allestito spettacoli di burattini e ha proposto laboratori indirizzati ai bambini. Il collettivo teatrale del Centro ha allestito con propri testi lavori teatrali su problematiche politiche, sociali e culturali. La produzione sia in pellicola che in video ha privilegiato le inchieste sul campo, principalmente su tematiche legate al territorio. Il CCP ha partecipato alla realizzazione di rassegne di film e ha dato vita ad un proprio gruppo che ha realizzato e proposto diversi lavori.

Dal 1975 al 1987 il Centro di Cultura Popolare ha presentato una delle esperienze più significative di lotta all’eroina nel territorio del Comune di Roma. Già dal 1975 il era punto di riferimento d’informazione e controinformazione per chi avesse voluto tentare di smettere e ricoverarsi per disintossicarsi. Operando attraverso un sistematico intervento sul territorio, spesso in stretta collaborazione con esperti nel settore quali Luigi Cancrini e Giancarlo Arnau, nonché responsabili e operatori di strutture sanitarie pubbliche.

Dal 1984 al 1987, in convenzione con la Regione Lazio l’Associazione assume il ruolo di Ente Ausiliario per la lotta alle tossicodipendenze; nello stesso periodo promuove la costituzione di un Comitato Circoscrizionale (IV) di lotta all’emarginazione e alla sostanza stupefacente e di fatto favorisce la nascita dell’Associazione Parsec che negli anni a seguire continuerà l’intervento sul territorio relativamente alle problematiche legate alla tossicodipendenza e all’emarginazione.

Nei limiti delle proprie possibilità il CCP, negli anni, dà sostegno a molte iniziative che si sono succedute sul territorio e rispondenti ad esigenze e bisogni collettivi.

Nel 1999 viene creata la Scuola Popolare Danza con corsi di danze dell’Italia centro-meridionale; è seguita l’organizzazione della Scuola Popolare di Musica, con collaborazioni con altre scuole romane; nel 2002 infine è nata la Scuola Popolare di Teatro. L’intensa programmazione di rassegne e concerti presso la sede e in vari spazi esterni ha assunto anche la funzione di supporto alla didattica propria della Scuola. Gli incontri e gli spettacoli hanno visto la partecipazione, fra gli altri, di : Giulietto Chiesa, Lidia Menapace, Sandro Portelli, Antonio Tabucchi, Giuliana Sgrena, Paolo Pietrangeli, Eugenio Allegri, Ascanio Celestini, Peppe Lanzetta, Item Maestri, Peppino Mazzotta, Fausto Paravidino, Graziano Piazza, Bebo Storti, The Gang, Giovanna Marini, Lucilla Galeazzi, Luigi Grechi, Claudio Lolli, Piero Brega, Ivan della Mea, Nedludd, Moni Ovadia e molti altri ancora.

Collabora alla nascita e all’attività del Centro Anziani Luigi Petroselli (via Capraia, IV Circoscrizione), primo “Centro Pilota” del Comune di Roma.

Nel 2005 da vita ad incontri promozionali, insieme ad esperti del settore, sui temi dell’agricoltura biologica, in particolare su controllo, certificazione, commercializzazione e consumo. Da tale iniziativa scaturisce la costituzione spontanea di un Gruppo d’acquisto, che esiste tuttora senza soluzione di continuità. La struttura ospita quindi la consegna ed il ritiro di prodotti agroalimentari biologici, acquistati direttamente dalle aziende di produzione regionali.

Insieme ad altre associazioni e strutture politiche fonda e ospita la Rete Antirazzista del IV Municipio, organizzando dibattiti, mostre, video e assemblee sui temi dell’immigrazione e dell’antirazzismo. Dando vita annualmente alla “La festa dei Colori”, una festa-evento di allegria, di conoscenza reciproca ma anche di difesa dei diritti e contro ogni forma di discriminazione.

Una festa che attraverso culture, tradizioni, cibi, colori, musiche e balli ha fatto incontrare e conoscere quante/i vivono in una stessa città e insieme contribuisce alla sua crescita sociale, culturale ed economica.

Una festa come primo momento di un percorso comune che ha visto insieme realtà antirazziste e antifasciste operare per rilanciare, con altre iniziative e presenze nei territori, la battaglia per una Società Multiculturale di uguali, solidale e democratica.

Sul tema della diversità in collaborazione con la Cooperativa Sociale il Il Brutto Anatroccolo, promuove sviluppo sociale e culturale per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il lavoro è orientato a mantenere alto il valore della centralità della persona garantendo il rispetto dell’individualità e delle potenzialità dei singoli e le risposte ai bisogni, esercitando responsabilmente il nostro mandato sociale. Riteniamo importante, inoltre, recuperare internamente il senso della collaborazione nei suoi valori di democrazia e partecipazione., trasparenza, uguaglianza nelle opportunità di crescita e realizzazione delle professionalità e delle persone.

Gli scopi principali di questa collaborazione, nella disponibilità di ospitare un laboratorio teatrale per diversamente abili, uno spazio per promuovere, a livello territoriale, lo sviluppo di politiche sociali che valorizzino contestualmente “diritti della persona” e “diritti del lavoro”, favorendo l’integrazione nei contesti normali della vita quotidiana, l’inserimento sociale lavorativo, lo sviluppo di opportunità rispetto alle risorse esistenti sul territorio, la consapevolezza dei propri diritti di cittadinanza.

Il collettivo del Centro di Cultura Popolare del Tufello