Dittatura

La Madre di Tutte le Guerre

Cento anni fa la Prima Guerra Mondiale

Maledetti-Studenti-Italiani

Maledetti Studenti Italiani

Venerdì 27 novembre ore 21.00

per la rassegna Cento anni fa la Prima Guerra Mondiale “Maledetti Studenti Italiani” Racconti, interviste e Musica ci racconteranno il primo conflitto mondiale con una visione diversa, Cento anni fa una guerra che secondo il governo e lo stato maggiore sarebbe durata solo qualche mese costò al popolo Italiano tre anni di combattimenti e oltre un milione di morti. Canti Popolari e racconti d’autore dalla parte di chi la guerra non l’ha voluta ma l’ha dovuta combattere.

La fine dello spettacolo sarà accompagnato dal tradizionale piatto di pasta e vino.

Ingresso a contributo. Tessera annua Associativa €1

 

6 LUGLIO 1960 Porta San Paolo, giovani ribelli con la maglietta a strisce

Venerdì 13 marzo ore 18.30

Porta San PaoloCi sono giorni che segnano la storia di una comunità. Il 6 luglio 1960, per Roma, è uno di questi giorni. A Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza romana, viene convocata una manifestazione antifascista. Sono passati pochi giorni dalla rivolta genovese contro l’ annunciato congresso del Movimento sociale. Il governo Tambroni – che sarà costretto a dimettersi il 19 luglio successivo – aveva dato via libera alla polizia per la repressione delle manifestazioni. Successe a Genova, con oltre 80 feriti; successe a Roma, con l’ intervento per la prima volta delle cariche a cavallo che provocarono molti feriti tra i quali alcuni deputati socialisti e comunisti; succederà il giorno dopo, in modo tragico a Reggio Emilia, dove rimarranno uccisi cinque operai

Lo storico evento segnò la rivolta vittoriosa del popolo romano contro il governo Tambroni, sostenuto dai fascisti, e l’irruzione in politica degli inaspettati “giovani ribelli con le magliette a strisce”. Per ricostruire una memoria Storica delle lotte dei movimenti di ieri e di oggi, il Centro di Cultura Popolare del Tufello e l’Università Popolare Antonio Gramsci presentano attraverso i racconti di  Ivano Di Cerbo, Augusto Illuminati, Bernardino Piras e Pino Santarelli, la proiezione di un filmato e lettura di alcune testimonianze raccolte nei giorni che seguirono agli scontri.

Un ricordo assolutamente da non perdere

 

Ricordando Piazza Fontana

Storia di un complotto

Sabato 20 aprile, ore 21.00

 
locandina Storia di un ComplottoUn monologo di Nicola Lofoco

Milano, venerdì 12 Dicembre 1969. E’ una grigia giornata di inverno. Alle 16. 30 del pomeriggio una bomba ad altissimo potenziale esplode nella Banca Nazionale dell’Agricoltura provocando la morte di 17 persone. Anche il numero dei feriti non è indifferente: oltre 80. Un cupo velo di ingiustizia ha, oramai, avvolto quella strage. In ben 36 anni ancora nessuno ha pagato il conto per le lacrime, il dolore ed il sangue versato a Piazza Fontana nel 1969.

Infatti, il 12 marzo 2004, sono stati definitivamente assolti i neofascisti Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni. Si è chiusa così una lunghissima fase di processi che si sono tenuti presso tante procure, da Roma a Milano, da Catanzaro ed anche a Bari. E di imputati ve ne sono stati anche tanti. Dall’anarchico Pietro Valpreda, descritto inizialmente agli occhi dell’opinione pubblica come un barbaro assassino, e poi risultato del tutto innocente, ai neofascisti Franco Freda e Giovanni Ventura, condannati all’ergastolo il 23 febbraio 1979 dalla corte d’Assise di Catanzaro insieme all’agente del Sid Guido Giannettini successivamente assolti. Sino ad arrivare a Pino Rauti, fondatore di “Ordine nuovo”, arrestato il 3 marzo 1972 su mandato di cattura emesso dalla procurata di Treviso.

Ma sui processi e sulle motivazioni della strage sono state riempite di inchiostro innumerevoli pagine di giornale e moltissimi libri. Senza dimenticare tutto quello che è stato detto ampiamente in non poche trasmissioni televisive. E’ comunque indispensabile mettere l’accento sul perché sia stata fatta quella strage e, soprattutto, capire realmente chi avrebbe tratto dei vantaggi da un atto criminale così ferocemente sanguinoso. Da qui nasce l’esigenza di riflettere, in modo pacato e preciso, senza compiere dietrologie o inutili alchimie storiche, sulla situazione politica vigente in Italia alla fine degli anni sessanta.

La fine dello spettacolo sarà accompagnato da un piatto di pasta e vino.

Ingresso a sottoscrizione €7 a persona più €1 di tessera.

L’INCASSO SARÀ INTERAMENTE DEVOLUTO ALL’OSPEDALE AL-AWDA DI GAZA

“Donne argentine in fondo al mare”

Sabato 6 Aprile ore 21,00

In collaborazione con il Centro Donna L.I.S.A.
Patrocinato da Amnesty International

Donne Argentine in fondo al mare Di Daniel Fermani, con Giovanna Berardinelli, Laura Sales e Sara Sebastiani. Musiche di Andrea Bilotti.

“Quello che eravamo ormai non siamo. Donne fummo. Ora rami secchi. La’ in un paese dove il sole non tramonta avevo la mia casa Guardare potevo da ogni finestra che infinito l’orizzonte prometteva giorni e giorni di luce per me”

Lo spettacolo scritto dall’autore italo-argentino Daniel Fermani, e rappresentato in Italia da più di quattro anni, è un testo al femminile.
Tre donne gettate dagli aerei in corsa durante la dittatura argentina sono ormai parte del fondale dei fiumi… Legate, quasi prive della propria corporeità, un tempo parte essenziale della loro vita, sono diventate solo pensiero, ricordo… Le donne-sirena raccontano la loro vita in quei giorni atroci della dittatura argentina; raccontano del loro corpo, delle violenze subite, dei balli con i soldati, dei vestiti indossati, delle percosse, del parto, del rapimento dei loro bambini, della musica che evoca il tempo passato, della droga. Nulla sfugge ad un autore intenso come Fermani circa l’universo femminile in una situazione difficile e disperata come quella del 1976-82 in Argentina presso l’ESMA.

“Ai paesi ricchi e belli, piccoli, grandi di ambizioni, quelli che ci hanno colonizzato, e poi ci hanno sfruttato, e poi ci hanno ammazzato. Ma sono cosí pieni d’opere d’arte Sai quanto mi piacerebbe andare in Vaticano Perché mi hai picchiato? Lo so non devo bere e parlare a sproposito la gente in questo locale elegante se ne potrebbe accorgere Scusa Scusa tanto Credevo fossero tutti complici tuoi I tuoi complici Tutti gli argentini Tacere? Lo faró Lo faró Non piú sul mare luccica l’astro d’argento Argento Argento di sangue arriverá pure alla costa vedrai”

Sono parole che gettano come sassi, che si propagano nell’acqua, narrano della loro perdita d’identità, della loro vita, del corpo violato, dell’umanità distrutta, delle violenze subite, delle cene con i propri torturatori, dei sogni di paesi lontani, delle celle dell’inferno in cui sono state rinchiuse, dei figli che hanno dato alla luce e a cui hanno dovuto rinunciare. Il testo di Daniel Fermani con il suo stile inconfondibile, tagliente e diretto, mai autoconsolatorio dà l’opportunità alle tre attrici di confrontarsi con la storia di sangue di un Paese lontano geograficamente ma vicino nella tradizione: l’Argentina.

Una recitazione che nasce dalle tensioni corporee, che non cade nel lirismo, che non cerca di commuovere ma solo di raccontare attraverso il proprio strumento: il corpo che vibra, la realtà di donne divenute sirene delle acque. Una recitazione cruda, uno spettacolo della durata di 40 minuti con musica dal vivo del chitarrista Andrea Bilotti, nella versione originaria in cui lo spettatore è rapito e trasportato nell’oblio della violenza, della musica e del silenzio di quelle prigioni dove tutto poteva accadere. Dove tutto ancora oggi accade, in altre parti del mondo.

La fine dello spettacolo sarà accompagnato da un piatto di pasta e vino.
Ingresso a sottoscrizione €7 a persona più €1 di tessera.