Privatizzazione

AIUTACI A COMBATTERE PER UNA CULTURA POPOLARE

FIRMA L’APPELLO:

FirmaL’Ater ha chiesto al Centro di Cultura Popolare del Tufello una cifra enorme in pagamento di affitti arretrati. A Roma, accade ad altre realtà come la nostra, Il CCP si fa portavoce per una situazione che colpisce molte associazioni no profit di Roma.

È l’ennesimo atto di una politica di annientamento sociale.

Con l’arma di leggi astratte e di una visione commerciale della società, si vogliono eliminare dal territorio associazioni, comitati e luoghi di aggregazione dove studenti, abitanti dei quartieri,uomini e donne che non si sono rassegnati/e a subire la crisi e si sono organizzati per resistere e creare un’alternativa dal basso di lavoro sociale che le istituzioni oggi negano. Siamo strutture REALMENTE no-profit, dove l’unico sostegno è l’autofinanziamento, che si occupano di lotta alla tossicodipendenza, dei problemi dei giovani, delle donne, del lavoro, della lotta per la casa, dell’antirazzismo, di immigrazione e diversità, di cultura da restituire ai cittadini.

Chiediamo:

  • Canone sociale
  • Regolarizzazione del diritto di locazione
  • Variazione di destinazione d’uso dei locali che utilizziamo

SOSTENETECI!

Non chiediamo soldi ma sostegno nella lotta e solidarietà.

Il futuro dei nostri quartieri e delle nostre vite vale di più dei loro profitti!

Per firmare l’appello: CLICCA QUÌ

 

Difendiamo il Centro di Cultura Popolare del Tufello

UNA BATTAGLIA LEGALE PER UNA CULTURA POPOLARE

L’ATER ha deciso di portare in tribunale il CCP per “…il pagamento della morosità accumulata per il godimento illegittimo del locale di proprietà ATER…”, dopo aver posto da anni una martellante richiesta di esagerate corresponsioni, un cumulo di assurdi arretrati per chi invece ha salvato i locali abbandonati di Via Capraia, rendendoli agibili e messi al servizio del quartiere e non solo, svolgendo compiti sociali che nessuna istituzione ha saputo fare.
Tutti voi conoscete il Centro di Cultura Popolare del Tufello, le sue lotte di impegno civile, la sua presenza nel territorio fin dalla sua nascita, era il lontano 1975, dalle tematiche legate alla lotta alla tossicodipendenza, ai problemi giovanili, delle donne, del lavoro, della lotta per la casa, sull’antirazzismo, l’immigrazione e la diversità, della cultura da ridare ai cittadini, nonché il recupero di zone come il parchetto del Tufello, tutto questo è quello che ha fatto e che continua a fare il CCP, un elenco talmente lungo da non poter essere brevemente riportato, un lavoro negli anni che ha colmato il vuoto lasciato dalle istituzioni. Oggi invece di riconoscere la funzione sociale svolta sul territorio ci trascinano in tribunale.
Una associazione REALMENTE no-profit, dove l’unico sostegno è l’autofinanziamento, dove ancora oggi si sopravvive con corsi di vario genere, dal teatro per disabili ai laboratori di musica e danza popolare, promuovendo spettacoli di vario genere, dando voce e spazi a chi altrimenti non l’avrebbe o non se lo potrebbe permettere.
Ebbene, tutto questo meriterebbe di essere difeso e sostenuto, appoggiato e finanziato, ma la realtà da contabili del profitto che animano certi enti pensa di non poter fare a meno dei soldi da spremere a luoghi e associazioni come il CCP.
Soldi che non abbiamo e che non possiamo avere, non siamo un esercizio commerciale, da noi le attività si svolgono a prezzi popolari, i soldi che entrano ci bastano appena per pagare le bollette.
È il momento di difendere il CCP, e tutte le associazioni che svolgono quel lavoro sociale nei territori che le istituzioni non fanno. Chiediamo il vostro sostegno non solo a chi ci ha conosciuto e vissuto in tutti questi anni, ma anche e soprattutto alle istituzioni, perché se sparisce il CCP sparisce non solo un pezzo di storia del quartiere, ma anche una realtà che ha riempito e ancora riempie i vuoti culturali e di aggregazione che nessuna sala giochi e scommesse potrà sostituire.

Chiediamo alle istituzioni che ci venga riconosciuto il valore sociale del lavoro che svolgiamo sui territori, la regolarizzazione del diritto di locazione, la variazione di destinazione d’uso dei locali dove svolgiamo le attività ma soprattutto l’abbattimento del canone in canone sociale.

FATE ARRIVARE IL VOSTRO SOSTEGNO ADESSO, NON CHIEDIAMO SOLDI (ANCHE SE CI SERVIRANNO, CERTO) MA TESTIMONIANZA E SOLIDARIETÀ IN QUESTA LOTTA CHE CI COINVOLGE TUTTI E TUTTE!

ccptufello@yahoo.it

Riprendiamoci l’acqua e… La cassa

 

ripub

ASSEMBLEA PUBBLICA VENERDÌ 14 GIUGNO, ORE 18.30

27 milioni di italiani hanno votato contro la privatizzazione dei servizi pubblici, tra questi oltre 1 milione di romani: quel voto deve essere rispettato.

  • La gestione privata ha fallito: Acea è sempre più indebitata, non ha realizzato gli investimenti necessari, peggiorato la qualità del servizio e precarizzato il lavoro.
  • La gestione pubblica consentirebbe, azzerando gli utili, di realizzare gli investimenti necessari, migliorare la qualità del servizio e quella del lavoro
  • In questi anni le tariffe pagate dai cittadini sono servite ad arricchire azionisti e manager: nel 2012 i dividendi distribuiti sono stati circa 45 milioni di euro
  • La gestione pubblica, non potendo per legge distribuire utili, metterebbe fine a questa emorragia

Attualmente AceaAto2 è indebitata per circa 480 milioni di euro, che diventeranno 3 miliardi nel 2020 secondo l’attuale tasso di crescita del debito: un fallimento annunciato che trascinerebbe con sé anche il resto della holding.

La ripubblicizzazione consentirebbe di risanare tale debito, non prima però di averne verificato la legittimità.

E I SOLDI PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE?

CI SONO E SONO PURE TANTI!

Sono quelli della Cassa Depositi e Prestiti ovvero i soldi dei cittadini che affidano i loro risparmi alle Poste e che non sanno che, da quando la Cassa Depositi e Prestiti è diventata una società per azioni, eroga ai cittadini risparmiatori l’interesse lordo dell’1,50% e alle Fondazioni Bancarie il 10% dei profitti.

È giunto il tempo di Riprenderci l’acqua ma anche la cassa

VENERDÌ 14 GIUGNO ORE 18.30

c/o il Centro di Cultura Popolare Via Capraia 81

Interverrà Marco Bersani del Forum Nazionale dei movimenti dell’acqua e del Forum per una nuova finanza pubblica e sociale.