
LABORATORIO DI MUSICA DI TRADIZIONE ORALE NORDAMERICANA
a cura di Alessandro GARRAMONE
Il laboratorio musicale qui presentato si ricollega al lavoro didattico e divulgativo del maestro Mariano De Simone, del quale sono stato allievo, in
virtù della sua profonda conoscenza delle radici musicali dell’America e della padronanza di tutti gli strumenti musicali della tradizione.
Il “cuore” del repertorio musicale proposto è la musica che nasce nel sud della catena montuosa degli Appalachi: è la musica popolare di origine anglo-scoto-irlandese, nella quale troviamo ballate narrative, canzoni liriche e Social music –inni sacri e musica da danza (fiddle tunes). E’ considerata la radice comune di tutti i filoni della Country Music nordamericana, che negli anni si evolverà grazie all’incontro con la musica degli afroamericani e con quella delle successive migrazioni dall’Europa, formando un universo musicale ricchissimo.
La musica popolare in America è così importante da rappresentare interi gruppi sociali e caratterizzare intere aree geografiche.
“L’America è un Paese che si inventa e si costruisce cantando” (Sandro Portelli), e a parlare attraverso la musica è stata soprattutto la sterminata America semirurale, provinciale, meridionale.
La musica popolare, con la sua funzione di raccontare la nostra storia, così da poterla condividere e farne storia di tutti, può servire ad alcuni scopi specifici: incontreremo infatti canzoni di protesta, di lavoro, di amore, religiose.
L’insegnamento presterà sempre attenzione a scoprire cosa ci sia dietro, dentro, intorno alle canzoni, lungo le strade attraverso le quali sono arrivate fino a noi.
L’intento è di sviluppare l’apprendimento a orecchio, un esercizio fondamentale che accompagna tutta l’evoluzione della musica non colta. Gli stili esecutivi verranno trasmessi ed insegnati attraverso l’imitazione degli esempi eseguiti o forniti dal curatore.
Verranno distribuiti dei fogli con testi ed accordi, che andranno letti e studiati sempre (necessariamente) affiancando l’ascolto degli esempi consigliati. Solo con il prolungato ed attento ascolto degli originali ci si impadronisce del
linguaggio specifico che consente la riproduzione “in stile”. Si leggerà e si tradurrà il testo: solo conoscendo bene i contenuti di una canzone si può cantarla dandone la giusta interpretazione.
La tonalità potrà essere cambiata e le sequenze degli accordi (moderatamente) modificate, seguendo così nella pratica la logica del processo della trasmissione orale, che rende la musica un processo vivo ed attivo.
Dal cosiddetto “ricalco stilistico” (di moda nel Folk Revival) si giungerà all’elaborazione di una versione personale, alla costruzione di una propria versione di ogni brano.
L’itinerario musicale proposto percorrerà i diversi filoni dell’universo musicale della Country Music americana: ballads di origine anglo-scozzese e native, fiddle-tunes della tradizione Scotch-Irish, brani solo vocali ripresi dalla
tradizione dei Gospels e degli White Spirituals, Old-Time Music, brani del Minstrel Show ottocentesco, Cow-Boy songs, Bluegrass, Nashville Mainstream, Folk Revival, Canzone di protesta, Western Swing, Cajun, New Country.
Il repertorio, come si vede, è vastissimo e le canzoni verranno scelte in base ai musicisti e agli strumenti presenti.
Gli strumenti musicali che caratterizzano questa musica e che verrebbero inseriti nel gruppo sono: chitarra, basso o contrabbasso, fiddle (il violino popolare), 5-string banjo, mandolino, dobro, autoharp, dulcimer appalachiano,
armonica, ukulele… ed è caldamente raccomandato il passaggio ad altri strumenti utili!
Ed ovviamente la voce, da sempre al centro della musica tradizionale nordamericana: tutti saranno invitati a cantare!
Il corso è indirizzato agli appassionati di questo genere musicale, a quanti volessero approfondirne la conoscenza ed anche ai neofiti che potranno approfittare di un orientamento negli ascolti e della scoperta di una musica per
certi aspetti poco conosciuta e diffusa.
L’obiettivo è lavorare sulla musica suonata tutti insieme e quindi formare un gruppo musicale basato sull’ascolto reciproco. Non sono previste audizioni: è richiesta una conoscenza discreta del proprio strumento, un minimo di capacità di suonare ad orecchio e possibilmente una certa regolarità delle presenze.
Disponibilità eventualmente ad attivare anche un corso di chitarra individuale rivolto a principianti che vogliano avvicinarsi allo studio della chitarra classica ed acustica e a chitarristi di livello intermedio interessati in particolare alla chitarra acustica nordamericana legata al repertorio della folk music tradizionale, sia nella tecnica del flatpicking, che prevede l’utilizzo del plettro, sia in quella del fingerpicking, nella quale le corde vengono pizzicate con le dita.

LABORATORIO DI UKULELE
a cura di Uliano BRUNER
Un viaggio, praticamente infinito, nel mondo della musica riarrangiata e reinterpretata intorno allo strumento a corde più piccolo che esista: l’UKULELE!
Troppo spesso sottovalutato a favore di strumenti a corde più grandi, troppo spesso paragonato alla stregua di un giocattolo, l’UKULELE è e rappresenta uno strumento unico nel suo genere, caratterizzato da sonorità e tecniche che lo rendono tra gli strumenti più adeguati ad accompagnare ogni genere di stile musicale.
Dai Beatles a Coez, da Nicola Arigliano fino agli Oasis, abbracciando generi POP, ROCK, REGGAE, CLAYPSO, COUNTRY e repertori popolari di ogni paese, in un potpourri delizioso e specificatamente adeguato alle potenzialità delle 4 corde rientranti.
Il laboratorio si propone di accompagnare i partecipanti, attraverso l’apprendimento delle tecniche di base e l’approfondimento di quelle avanzate,
verso la scoperta (o la riscoperta!) di questo fantastico strumento che non è poi così piccolo, con uno studio dettagliato sui brani sia per la parte suonata che per la parte cantata.
Un laboratorio dove c’è spazio e posto per tutti, dove ogni strumento trova la sua collocazione e dove non manca lo spazio per cantare tutti assieme, ognuno con la sua parte.
I brani vengono eseguiti utilizzando tutte le principali tecniche dello strumento (strummings, arpeggi e fingerpicking e parti soliste).
La presenza di musicisti di ogni livello lo rende particolarmente funzionale e piacevole allo scopo e rappresenta, allo stesso tempo, un meraviglioso momento di gruppo e di confronto, oltre che, ovviamente, di musica d’insieme.
All’interno del laboratorio vengono utilizzati tutti i tipi di ukulele esistenti con le accordature più disparate. E il repertorio lo costruiamo tutti assieme!

LABORATORIO DI TEATRO
a cura di Sandro CALABRESE
“FACCIAMO FINTA CHE ERO… IO!”
Quale miglior espressione avrei potuto trovare per dare un nome a questo laboratorio teatrale che vede come protagonista la propria personalità?
E’ proprio attraverso questo “Facciamo finta che ero io”, e quindi attraverso il giocare a ricercare se stessi, che verranno riscoperte tutte le potenzialità ludiche di ognuno di noi, risvegliando la nostra immaginazione, per riportare alla luce quelle stimolanti fantasie “bambinesche” soffocate dalla routine del quotidiano, dal nostro sentirci troppo adulti e soprattutto da quest’ultimo evento epocale di isolamento forzato.
Dunque il gioco inteso come luogo di distrazione, di crescita personale, di espressione libera e creativa e di confronto con le tecniche performative. Ma il gioco visto anche come territorio fertile di libera esplorazione e apprendimento, che viene utilizzato come strumento per incentivare la fiducia del gruppo, la capacità di relazionarsi con gli altri e soprattutto l’elaborazione di linguaggi espressivi personali.Un laboratorio visto come uno spazio aperto di conoscenza, di partecipazione e di incontro, che intende fornire strumenti e opportunità
di formazione, sia propedeutici che di approfondimento, anche a tutti coloro che si avvicinano per la prima volta all’esperienza del teatro, ma soprattutto un laboratorio visto come percorso per la ricerca personale di se stessi attingendo ai metodi e alle tecniche di studio nazionali ed internazionali, che vanno dall’improvvisazione della Commedia dell’Arte al metodo Meisner, dalle tecniche del teatro di Stanislavskij al metodo americano di Ivana Chubbuck, per arrivare a fine corso, con un ampio bagaglio culturale indispensabile per avventurarsi anche nell’esperienza stimolante e gratificante della performance e quindi dell’esibizione di fronte ad un pubblico, con una vera e propria messa in scena di uno spettacolo.
Il corso sarà diviso in due parti:
La prima parte comprende otto lezioni (2 mesi), con esercizi di improvvisazioni individuali e collettive ed è aperto ad una pluralità di destinatari di ogni età, in modo da coinvolgere personalità molteplici e differenziate per dare, attraverso appunto il gioco e il divertimento, un’educazione base alle pratiche teatrali.
La seconda parte del corso, è invece composta da sedici lezioni (4 mesi), per la realizzazione della messa in scena dello spettacolo. Questa seconda parte del laboratorio non è obbligatoria.

LABORATORIO DI TANGO
a cura di Valeria SILVESTRI
Il tango argentino può essere considerato un linguaggio corporale che consente a due persone di entrare in connessione grazie all’abbraccio.
Nel tango gli elementi essenziali sono l’interpretazione e l’improvvisazione. Il tango, infatti, nasce all’interno di noi stessi.
Non si tratta, dunque, solo di passi: siamo noi, attraverso i nostri sentimenti, a interpretare i brani e la musica.
Il tango proposto nel nostro laboratorio è un linguaggio comune e universale, adatto a tutti e che insegna a sintonizzarsi con l’altro, migliorando l’umore e accrescendo sia la fiducia in sé stessi che la fiducia reciproca.